RECENSIONE DI: Io sono una famiglia – il Gabbiano di Liz Chester Brown
Sullo sfondo di una Liguria arroccata tra cielo e mare, le vicende di Arianna, dall’infanzia all’età matura, raccontate con sereno distacco e un pizzico di ironia. Un dramma familiare moderno che, con la leggerezza di un battito d’ali, non volge mai in tragedia grazie all’incrollabile forza dell’amore. La protagonista, nata e cresciuta senza l’amore materno, riuscirà infatti a uscire dal suo labirinto tirando fuori tutta l’energia positiva e costruttiva trasmessale dal padre e tenuta soffocata dalla malattia della madre. Un racconto che rimanda, per analogie di contenuto e di impalcatura narrativa, al “Notturno” op. 48 n. 1 di Fryderyk Chopin.
Il modo scherzoso di affrontare le cose Francesco lo utilizzava anche per sdrammatizzare argomenti che avevano provocato vere e proprie battaglie tra i ragazzi e la loro madre. Per Ada, viceversa, ogni piccola cosa, anche quella fatta secondo i suoi dettami, serviva come pretesto per sfogare la sua ira e la sua rabbia. Per picchiare e punire i tre figli.
![]()
Quando incontri una persona e il suo “agire” è in perfetta armonia con il tuo “agire” ecco che senti una vibrazione interna: sono loro! Le tue corde interne che si stanno muovendo perché toccate da un suono in sintonia con i tuoi suoni. Perché hai incontrato una persona in simpatia con te, cioè simile a te.