RECENSIONE DI: Reborn di Dan Ruben
Buongiorno…
Oggi vi voglio parlare di questo libro che avevo comprato tempo fa in formato cartaceo.
Lo trovate su Amazon.
Spesso la vita ci porta a commettere degli errori, a fare delle scelte che non sempre si rivelano le migliori. Michael ha un passato di dolore e morte che gli sta corrodendo l’anima, e con gli ultimi brandelli di lucidità cerca di ritrovare la sua giusta via. Non è un percorso semplice e non sarà facile per lui trovare quella pace interiore che cerca con insistenza per non cadere nella follia. E nel momento in cui sembrava, anche grazie all’incontro con una donna che diventerà per lui la sua ancora di salvezza, ritornare di nuovo a vivere, il suo passato ritornerà prepotente a trascinarlo nel baratro ricordandogli ciò che era. Un passato fatto di violenza e complotti, dove dovrà combattere con tutto se stesso per riuscire, finalmente, a ritornare da lei.
L’autore, come sempre, riesce a far concentrare l’attenzione del lettore sulla parte di intrigo thriller con qualche sfumatura di giallo e di guerra. A tutto questo c’è da aggiungere la storia d’amore tra Micael e Maria. Due persone con caratteri diversi ma alla fine anche molto simili per il dolore del loro passato e per l’affetto di cui in realtà hanno bisogno come l’aria entrambi.
Credo, a mio modesto parere, che Dan Ruben sia molto bravo a scrivere tutto ciò che riguarda intrighi e complotti, perché, come dicevo sopra, sono rimasta molto attenta e catturata nel risolvere tutto ciò che si celava attorno a quelle situazioni.
In conclusione, posso dire, che ho apprezzato la storia e le sue sfumature, affezionandomi molto ai due protagonisti principali.
A voi la lettura e il giudizio…
“Quel bacio spontaneo sembrò riportarlo in superficie, risvegliarlo, si guardò dunque in giro muovendo gli occhi, era di nuovo nella sua casa accanto a lei che lo guardava mentre una lacrima iniziava a rigarle il viso «Non è colpa tua» disse lei baciandolo ancora con una dolcezza che lui non aveva mai conosciuto, senza dargli il tempo di rispondere. «Non è colpa tua» ripetè sussurrando dentro le sue labbra «Non è colpa tua».”